Le origini

Parenti, Ascensori & Impianti. Una storia italiana.
Intervista a Cristina Parenti


Di Santino Parenti, mio nonno, l’anagrafe certifica che era nato a Milano, il 24 Novembre del 1907, si sposò con Lucia e con lei mise su famiglia… ovvero mio padre Aldo, nato il 7 Aprile del 1938.
Nonno Santino lavorava in Schindler, già allora famosissima società multinazionale per la progettazione installazione e manutenzione di elevatori. Nonno Santino era capotecnico.
Una grande azienda, un buon impiego, ma c’era la guerra - erano anni in cui c’era sempre una guerra - e fu così che mio nonno trasferì la sua famiglia sui Corni di Canzo, presso il lago di Como. Lui faceva il pendolare con Milano mentre mia nonna Lucia lavorava in una fabbrica che produceva sapone. E continuarono così, lui viaggiando tutti i giorni, lei lavorando in fabbrica, fino alla fine del secondo conflitto mondiale, quando i Parenti tornarono a Milano e poi, nel 1952, agli albori del boom economico, Nonno Santino si trasferì presso la Schindler di Roma con la mansione di responsabile tecnico. Altri due anni e, nel 1954, la famiglia si riunì trasferendosi tutta nella capitale. Ma purtroppo poco più di quattro anni dopo, nel 1958, la Nonna Lucia morì improvvisamente.
Per i Parenti è un momento cruciale, uno snodo dell’esistenza che li ha portati a scegliere Roma come la nuova, definitiva casa. Ed è stato così che mio papà Aldo è cresciuto all’ombra del “Cupolone” dove dapprima ha completato gli studi superiori, conseguendo il diploma di perito tecnico industriale, e successivamente si è laureato in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma. Era il 28 Febbraio del 1963. Due anni dopo, il 24 Aprile del 1965 ha sposato mia mamma Concetta, e con lei ha trascorso tutta la sua vita. Una vita di amore, di famiglia, di tanto lavoro e di molti successi: una storia italiana. E se la storia iniziale rimanda a quella di mio Nonno, quella imprenditoriale della “Parenti Impianti”, si confonde con la vita di mio padre Aldo. E oggi con la mia.


Quando suo nonno da operaio diventa artigiano per proprio conto e poi imprenditore?


Nel 1955. Nonno Santino lascia la Schindler e fonda la Ditta individuale “Parenti Santino”, nella quale, dopo un’esperienza anche lui in Schindler, inizia a lavorare mio padre Aldo. La voglia di crescere, di ingrandirsi, di realizzare qualcosa di importante è sempre stato l’obiettivo di Papà Aldo, anche in maniera più convinta e determinata di quella che pure animò gli esordi del Nonno. Ma perché il passaggio definitivo si completi, bisogna aspettare il 22 Febbraio del 1973, quando nasce la “Ditta individuale Parenti Aldo”. Parenti Aldo, come allora ci si presentava, con il cognome prima del nome di battesimo. L’azienda del Dott. Parenti, forse l’unico titolare laureato di una ditta individuale nel settore degli impianti elevatori a Roma, a quel tempo. Febbraio 1973: io avevo un mese.


Com’è che suo padre comprende che l’Italia è sulla cresta dell’onda e va cavalcato il “boom economico”?


Mio padre inizia a lavorare con i condomini, con gli alberghi, con gli istituti ecclesiastici, con le cliniche e con i costruttori romani. Sicché, a quel tempo, poteva capitare di dover rincorrere qualche costruttore per i mancati pagamenti. E poteva succedere spesso. Così Papà Aldo decide di cambiare rotta e di iscrivere la propria azienda all’Albo Nazionale dei Costruttori, oggi sostituito dalla SOA, per partecipare alle gare pubbliche.
E’ la prima di una serie di scelte vincenti. Il sacrificio e l’investimento, non banale, viene ripagato con il primo grande appalto vinto con il Comune di Roma: siamo già nel 1987. Al Comune seguiranno altri Enti e Organismi a Roma, nel Lazio e poi in altre regioni italiane. Ovunque sia andata a prestare la propria opera, la Parenti Ascensori ha lasciato un segno riconoscibile di qualità, un marchio positivo per professionalità e competenza nell’attività svolta e nei servizi proposti.
Non c’è dubbio che l’entrata del cliente “pubblico” nel portafoglio clienti abbia segnato in maniera prepotente la crescita della “Parenti ascensori”, tanto che da ditta individuale è diventata prima Snc e poi Srl, aumentato il proprio fatturato, le risorse impiegate, le attrezzature utilizzate, le certificazioni acquisite, sviluppando il proprio sistema organizzativo interno.


Ci parli di suo padre e di come ha innovato l’azienda.


Mio padre è stato un grande imprenditore, e non mi fa velo l’affetto e il ricordo, ora che non c’è più. Papà Aldo era una persona che si faceva notare per la sua simpatia, per l’intelligenza, l’equilibrio, la capacità di parlare con tutti, di esserci sempre e per chiunque. Riponeva molta fiducia nei rapporti umani, è così che affrontava e risolveva i problemi. Mi è difficile ricordarlo preoccupato seriamente per qualcosa, sempre con il sorriso… tra le sue frasi più celebri, per me quasi uno slogan: “c’è una soluzione per tutto!”
Amava la matematica, soprattutto il calcolo delle probabilità, che applicava al lavoro e coltivando i suoi hobby: diceva che il cervello va mantenuto con l’allenamento, esercitandolo ogni giorno.
E ogni giorno aveva voglia di realizzare, di migliorarsi, era interessato a tutto, diceva che a parlare, a confrontarsi con gli altri si imparano e capiscono tante cose in più.
Amava Roma, e anche la Roma – mi perdoneranno gli amici e i clienti tifosi della Lazio - diceva che evidentemente la cicogna con lui si era proprio sbagliato a farlo nascere a Milano. Tant’è che il destino lo aveva portato nella città eterna. E naturalmente non gli mancavano anche i difetti: annunci come “arrivo subito!” in bocca a lui assumevano un significato, come dire… elastico, da adattare alle circostanze. Del resto come fai ad essere puntuale quando dai tre appuntamenti diversi alla stessa ora?
Diceva che non occorre sapere tutto nella vita, ma bisogna saper scegliere le persone giuste, avvalersi dei collaboratori migliori, farsi affiancare dai professionisti più quotati, i numeri “uno” nel settore. Così ha sempre fatto, così mi ha insegnato a fare, ed è per questo che oggi la Parenti è una squadra di valore indiscutibile.


Dove operate?


Certamente nel Lazio, principalmente Roma e provincia, ma anche a livello nazionale, in altre regioni come il Piemonte, la Lombardia, la Liguria, in Toscana, in Campania, nella verde Umbria.


Ci può fornire qualche spunto di specifico interesse riguardo il restauro di elevatori, montacarichi ed ascensori d’epoca?


Volentieri, sarebbero molti ma uno è assolutamente rilevante. Si deve considerare che tutti gli impianti installati prima del 1999 hanno un livello di sicurezza inferiore a quello che oggi è richiesto dalla normativa, per molti ascensori le condizioni di sicurezza sono ferme all’anno della messa in esercizio dell’impianto, in molti casi risalenti a parecchi decenni prima. Ciò significa che circa 800.000 impianti in Italia – non necessariamente impianti d’epoca, ma ascensori installati negli anni ’60, ’70, ’80, fino al 1999 - risultano formalmente in regola anche se non risulterebbero idonei qualora chiedessero oggi l’autorizzazione all’esercizio.
Per tutti questi impianti è fondamentale il loro svecchiamento, è fortemente raccomandata la sostituzione dei componenti obsoleti con altri di nuova generazione, gli adeguamenti alle nuove normative; bisogna eseguire interventi mirati alla sicurezza, alla efficienza, alla funzionalità, al risparmio energetico oltre che garantire con particolare attenzione la loro regolare manutenzione e ad un corretto utilizzo da parte degli utenti.


E cosa può dirci degli ascensori d’epoca da voi restaurati.. ci parla del Paternoster e di altri mitici elevatori?


Con grande piacere e anche un pizzico d’orgoglio. Se parliamo di ascensori d’epoca non posso che indicare il restauro da noi eseguito sull’impianto Paternoster : un lavoro da certosini, su un impianto degli anni Trenta. In Italia ne esistono solo due esemplari, uno è a Torino e l’altro è quello dove siamo intervenuti noi con il restauro, dentro il Palazzo dell’Aeronautica Militare in Via dell’Università. Vederlo in movimento è straordinario, più cabine che girano lentamente per permettere alla persona di salire e scendere ai piani senza fermarsi… una meraviglia! Oggi viene messo in funzione solo a livello dimostrativo, durante le cerimonie di rappresentanza, per questioni di sicurezza: come si può immaginare, la normativa, dagli anni ‘30 del ‘900, è notevolmente cambiata!


Può spiegare ai nostri lettori come s’è evoluta la tecnologia? Soprattutto quali normative nazionali ed europee hanno reso più sicura e confortevole l’istallazione degli elevatori e degli ascensori? Quali evoluzioni tecniche considera rivoluzionarie in un campo così poco noto?


Per quanto riguarda la tecnologia, sintetizzando al massimo, devo segnalare certamente l’evoluzione dei quadri di manovra degli impianti ascensori, con i microprocessori e l’inverter; gli impianti ascensori MRL (senza locale macchinario); l’utilizzo dei motori gearless. Per quanto riguarda la sicurezza la Uni EN 81-80 relativa all'adeguamento degli impianti ascensori esistenti. Si tratta di una norma bloccata in Italia dal Tar del Lazio che, anche se non obbligatoria, detta le regole per il miglioramento della sicurezza degli ascensori esistenti con lo scopo di raggiungere un livello equivalente a quello oggi richiesto per le nuove installazioni. Le norme UNI 10411, per le modifiche ad ascensori esistenti non conformi alla Direttiva 95/16 CE. La EN 81-20/50 che detta le regole di sicurezza per la costruzione e l’installazione di nuovi ascensori.
Un po’ complesso per i non addetti… ma chi è del settore ne comprende la rilevanza.


E’ vero che ci si ricorda dell’ascensore solo quando si rompe?


L’ascensore rappresenta parte del valore dell’edificio, basta considerare che un immobile con ascensore vale circa il 30% in più rispetto ad uno che ne è sprovvisto. E sì, la sua indiscutibile utilità viene data per scontata, ed emerge con preoccupazione solo quando l’ascensore manca o c’è ma è guasto.
Non c’è dubbio che la presenza di un ascensore cambia lo stile di vita di tutte le persone, e per alcune in particolare significa libertà e autonomia di movimento.
Per questo è importante utilizzarlo correttamente, che sia sottoposto a regolare manutenzione e che su di esso vengano fatti tutti gli investimenti necessari agli opportuni adeguamenti a garanzia della sicurezza e dell’efficienza.
Se poi sono fatti dalla “Parenti Impianti”… beh! Dal 1955, un altro livello.






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